Sociopatico ad alto funzionamento è un termine di psicologia popolare per definire un individuo che, sebbene rientri in quello che la psichiatria definisce Disturbo Antisociale di Personalità (ASPD), non presenta le caratteristiche tipiche, come ad esempio incapacità di conformarsi alle norme sociali e giuridiche, incapacità di autocontrollo finanziario e di mantenere un’attività lavorativa con continuità.

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Tutto il personale sanitario impegnato quotidianamente nella cura dei pazienti affetti da Coronavirus è esposto a situazioni ed eventi che possono favorire lo sviluppo di disturbi psicologici. Lavorano senza sosta al limite delle loro forza, sia fisica che mentale.

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Federica Simone, infermiera di terapia intensiva

In un clima quasi surreale, dove le notizie si susseguono velocemente e talvolta in modo contraddittorio, ho voluto un contatto diretto con la realtà, o meglio, con una realtà, immersa nell’emergenza Coronavirus. Ho scelto di rivolgere qualche domanda a Federica Nicola, infermiera del reparto di rianimazione (RIA) dell’Ospedale Civile Edoardo Agnelli di Pinerolo.

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Professore

Il Professore, interpretato da Alvaro Morte, è la mente dietro al colpo del secolo narrato nella serie tv “La casa di carta”. Un personaggio intrigante, affascinante e complesso. 

La sua storia è avvolta dal mistero, si sa solo quel poco che volutamente ha fatto conoscere. Proviamo, insieme, a guardarlo più da vicino.

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Berlino (interpretato da Pedro Alonso) è uno dei personaggi più amati e allo stesso tempo odiati della serie tv spagnola La casa di carta in onda su Netflix. Assoluto protagonista del finale della terza stagione, il personaggio ha subito un’evoluzione che ci ha fatto scoprire diversi tratti nascosti della sua personalità e momenti della sua vita che non ci aspettavamo.

Ho guardato in faccia l’uomo che si nasconde dietro quella maschera. Ecco a voi la diagnosi spicciola di Berlino, il personaggio più controverso della Casa di carta.

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Quando una persona a noi cara viene a mancare, che sia a seguito di una morte improvvisa,  o di una malattia, nell’arco di qualche giorno vengono messi in atto una serie di riti che ci preparano emotivamente e psicologicamente alla separazione definitiva.
Ora, immaginiamo la morte di una persona durante l’emergenza Coronavirus.

estero

Questo è senza dubbio un periodo di forte incertezza, ansia e paura per l’Italia e il mondo intero, tra l’emergenza Coronavirus, la quarantena, il blocco degli spostamenti, l’isolamento.

C’è una categoria di italiani che, anche se attualmente sono fisicamente lontani dall’occhio del ciclone, vivono le stesse identiche emozioni.

“Nessun posto è bello come casa mia” (originale: “There is no place like home”). Questa frase, tratta dal Mago di Oz, rappresenta il pensiero di molte persone che decidono di andare a vivere all’estero allontanandosi da casa e dal loro luogo sicuro.

Chi sono gli italiani che espatriano? Da dove partono? Cosa spinge gli italiani a trasferirsi all’estero? Cosa comporta il trasferimento a livello psicologico? Come viene affrontato un momento di difficoltà quando si vive lontano dai propri affetti?

Ecco alcune percentuali legate a “Italiani all’estero: una psico-indagine”, un questionario senza alcuna pretesa, se non quella di conoscere un po’ meglio la realtà di chi decide o è costretto ad andare a vivere lontano dall’Italia.

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Walter White Breaking Bad

Diagnosi Spicciola Walter White di Breaking Bad

DRIIIIIIIIIN

Chi è?

Say my name

Mmmh scusi ha un appuntamento?

You know exactly who i am. Say my name.

Ma che ne so! Me lo dica lei!

Ok, inizia per “Heisen” e finisce con “berg”

Heisenberg?

You’re goddamn right! 

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