Professore

Il Professore, interpretato da Alvaro Morte, è la mente dietro al colpo del secolo narrato nella serie tv “La casa di carta”. Un personaggio intrigante, affascinante e complesso. 

La sua storia è avvolta dal mistero, si sa solo quel poco che volutamente ha fatto conoscere. Proviamo, insieme, a guardarlo più da vicino.

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Berlino (interpretato da Pedro Alonso) è uno dei personaggi più amati e allo stesso tempo odiati della serie tv spagnola La casa di carta in onda su Netflix. Assoluto protagonista del finale della terza stagione, il personaggio ha subito un’evoluzione che ci ha fatto scoprire diversi tratti nascosti della sua personalità e momenti della sua vita che non ci aspettavamo.

Ho guardato in faccia l’uomo che si nasconde dietro quella maschera. Ecco a voi la diagnosi spicciola di Berlino, il personaggio più controverso della Casa di carta.

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Walter White Breaking Bad

Diagnosi Spicciola Walter White di Breaking Bad

DRIIIIIIIIIN

Chi è?

Say my name

Mmmh scusi ha un appuntamento?

You know exactly who i am. Say my name.

Ma che ne so! Me lo dica lei!

Ok, inizia per “Heisen” e finisce con “berg”

Heisenberg?

You’re goddamn right! 

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Bran Stark occhi bianchi

Diagnosi psicologica Spicciola di Bran Stark

Arriva nel mio studio un giovane uomo in sedia a rotelle, imbacuccato fino alle orecchie di pelli e pellicce varie. Ad accompagnarlo un signore enorme, alto e grosso. Tanto grande quanto silenzioso.

Buongiorno, lei è?

HODOOOOOOOOR

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Daenerys Targaryen

“Dottoressa buongiorno ho sbroccato malissimo”

Così inizia quella che sarà l’ultima seduta con Daenerys della casa Targaryen, “Nata dalla tempesta”, la prima del suo nome, regina degli Andali, dei Rhoynar e dei Primi Uomini, signora dei Sette Regni, protettrice del Regno, principessa di Roccia del Drago, khaleesi del Grande Mare d’Erba, “la Non-bruciata”, “Madre dei Draghi”, regina di Meereen, “Distruttrice di catene” (ci tiene ad essere chiamata così ogni santa volta, che ci devo fare).

Daenerys Targaryen è impazzita? 

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È finita.

Respiriamo profondamente e vediamo di fare una Diagnosi Spicciola speciale in occasione della puntata finale di una delle serie tv più coinvolgenti degli ultimi anni.

La questione sarà un po’ lunga, mettiti comodo/a.

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Lucifer Morningstar Netflix

Sto aspettando il nuovo paziente e improvvisamente in studio inizia a fare un caldo infernale. Apro la porta per andare un secondo in bagno e…BAM! Seduto sul divano in sala d’aspetto c’è un uomo, bello, vestito elegante, che sorseggia un whisky (ma dove diavolo l’ha preso!?). Che caldo che fa! 

  • Salve dottoressa sono Lucifer Morningstar”
  • “Piacere sono la dottoressa Politano. Come è entrato? Non ho sentito suonare, ho lasciato la porta aperta?”
  • “No guardi io sono il diavolo mi posso teletrasportare”
  • “ah”

*interessante questo nuovo paziente che parla per metafore* Continua a leggere

Alan Harper

Arriva nel mio studio il paziente Alan Harper. Tempo fa avevo avuto il piacere di incontrare il fratello maggiore Charlie, che oggi, ahimè, ci ha tragicamente lasciati. 

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Si presenta nel mio studio il sig. Tyrell Wellick, un uomo elegante e affascinante, giacca e cravatta (pantaloni di vigogna, arrivo lì, bello come il sole, spacco il minuto…ma non vado a sbagliare il giorno? Scusate non ho resistito, la capiranno solo gli over 30 che ricordano la pubblicità anni 90 dell’Amaro Lucano…vabbbè); da come si è presentato al telefono sembra una persona molto potente.

Lo faccio accomodare in sala d’attesa visto il suo anticipo rispetto all’orario concordato e rientro nel mio studio.

*Sciaf Sciaf Sciaf…aaaarghhhh sciaf sciaf sciaf Sciaf Sciaf Sciaf…aaaarghhhh sciaf sciaf sciaf* Continua a leggere

Doc: “Prego si acco…” *Ma chi è? Eminem??*
Elliot: “Perché sono così deluso dalla società? Ah, non lo so. Forse è il fatto che tutti pensiamo che Steve Jobs fosse un grande uomo anche dopo aver saputo che ha fatto miliardi sulla pelle dei bambini; oppure che ormai sappiamo che tutti i nostri eroi sono dei falsi, tutto il mondo non è altro che un imbroglio. Ci spammiamo l’un l’altro intere cronache su delle stronzate mascherandole da opinioni, usando i social media come surrogato dell’intimità. Forse abbiamo votato perché fosse così; non con le elezioni ma con le cose, le proprietà, i soldi. Continua a leggere